Il progetto di Genova 2050 - Una città sostenibile

Genova2050: il progetto

Dal passato al presente, per costruire il futuro

Articolo dell'Architetto Roberto Burlando

Genova 2050 e le sue persone

L'Ordine degli Architetti P.P.C. di Genova e la sua Fondazione, insieme alle commissioni e ai rispettivi gruppi di lavoro, si propongono di ragionare sul futuro di Genova, a partire da un riesame del suo passato recente, mettendone in evidenza luci e ombre.

Coordinatori di Genova 2050 sono gli Architetti Roberto Burlando e Daniele Salvo, che, insieme alla commissione Lavori Pubblici da cui è nata l'iniziativa, alla Commissione Giovani Architetti ed al contributo dei colleghi, hanno pensato al progetto come contributo alla città.

Si ringrazia il lavoro di Mauro Traverso, Sonia Lanzarotti, Daniela Turci, Massimo Sotteri oltre al contributo di Benedetto Besio e Paolo Raffetto, il lavoro di Erica Galeazzi, Jacopo Baccani, Riccardo Molinari ed Ester Sardiello, la collaborazione di Silvia Capurro, Mirco Grassi, Luca Mazzari, Stefano Sibilla e della Commissione Urbanistica, ma soprattutto dei relatori, degli intervistati, e dei colleghi che inviando i loro progetti, rendono viva la Piattaforma on-line.

Il progetto si compone della Piattaforma Web Genova2050.com e di eventi e convegni finalizzati a riportare l'Architettura e l'Architetto al centro del dibattito sociale, culturale e politico per Genova.

Svilimento e avvilimento di Architetti e Architetture

Ormai da decenni l'Architetto e l'Architettura, soprattutto a Genova, sono preda di un attacco depressivo, quasi la paura di confrontarsi con la società civile e il mondo politico. Siamo più concentrati ad affrontare norme e leggi sempre diverse, regolamenti, lacci e lacciuoli, senza più avere il tempo e forse la voglia di alzare lo sguardo e traguardare il futuro. Se il tema diventa l'Architettura e non l'Architetto, certamente la qualità delle città e del vivere quotidiano potranno giovarne.

Da quando l'Architetto ha perso la voglia di confrontarsi e di tornare ad essere artefice e fulcro dei dibattiti?

Da quanto tempo l'Urbanista non si occupa più di visioni, ma solo di norme?

Da quanto tempo per progettare, l'Architetto ha perso il tempo di girare il mondo e di vedere e respirare le architetture e le trasformazioni, restando col capo chino sui libri fatti di norme e leggi, unendo in una figura, un tempo rispettata per le proprie visioni, solo le negatività dei nobili ruoli dell'avvocato, del geometra, dell'ingegnere e del notaio?

Da quanto tempo l'Architetto non va più in cantiere e si affida all'artigiano, non avendo più voglia di scegliere materiali e tecniche costruttive all'avanguardia, avendo più a cuore il documento cartaceo asseverato, piuttosto che un intonaco di calce ben fatto?

40 anni di cambiamenti positivi e negativi

Credo che Genova sia un esempio fulgido, quasi un modello, per capire come una città possa implodere su se stessa.

In questi 40 anni di cambiamenti molto è stato fatto.
Riguardando indietro agli anni Ottanta, sentendo i protagonisti di questi lustri, la Genova di quegli anni pensava all'edilizia popolare, alle pedonalizzazioni di via Garibaldi, via San Vincenzo e poi via San Lorenzo.

Genova puntava dritto alla riqualificazione del suo centro storico attraverso l'inserimento chirurgico di un'architettura di Gardella all'interno del cuore della città antica ed innestando un volano di sviluppo certamente positivo.

Genova riprendeva un pezzo di città, allora cinto da mura, dove lo specchio di mare era soltanto acqua salmastra, trasformandola nella quinta scenica di una città unica al mondo, con i gioielli di Renzo Piano dell'Acquario e del Porto Antico.

Nel contempo, la città perdeva più di centomila abitanti, le principali aziende statali lasciavano a casa migliaia di operai e di colletti bianchi, chiudevano centinaia di negozi a favore dei centri commerciali, senza immaginare una rete infrastrutturale adeguata, una metropolitana al passo coi tempi, in pratica abbandonando le periferie alla buona volontà dei cittadini, ma senza una visione complessiva.

  • Areoporto di Genova Sestri

    Areoporto di Genova Sestri

  • Ex-Area Mira Lanza

    Ex-Area Mira Lanza

  • Ex-Caserma Gavoglio

    Ex-Caserma Gavoglio

  • Ex-Mercato Ortofrutticolo - Corso Sardegna

    Ex-Mercato Ortofrutticolo - Corso Sardegna

  • Mercato del pesce

    Mercato del pesce

  • Area Ponte Parodi

    Area Ponte Parodi

  • Scalinata di Giorgio Borghese

    Scalinata di Giorgio Borghese

  • Silos Hennebique

    Silos Hennebique

  • Stadio Luigi Ferraris

    Stadio Luigi Ferraris

  • Via Madre Di Dio

    Via Madre Di Dio

    Il crollo del Ponte Morandi e il risveglio

    Il crollo di Ponte Morandi ha reso ancor più evidente il dramma di questi decenni, fatti di non-scelte, di rinvii, di mugugni mai costruttivi. E ci troviamo di fronte all’evidenza della mancanza della Gronda, all’incertezza sul terzo valico, alla penuria di residenza pubblica, di un sistema di trasporto pubblico troppo concentrato sulla gomma e pochissimo sulle vie ferrate e sul mare.

    E poi su un sistema di viabilità portuale mai veramente studiato, con la città addossata al suo Porto, e per questo ansimante e scontrosa.

    Il crollo del Ponte e la sua necessaria ricostruzione, passano anche dalla ricostruzione dei quartieri e delle periferie, da troppo tempo lasciate a loro stesse; senza una pianificazione e una visione strategica.

    Oggi siamo ad un bivio.

    La Genova del futuro deve essere pensata oggi.

    La società civile, le forze motrici dell'Urbe devono unirsi e darsi obiettivi, che la politica sappia poi centrare e agevolare. Se la visione, negli anni Ottanta, era data dal partitismo, oggi è dato dalle esigenze e dalle necessità.

    I flussi finanziari comandano le scelte? Oppure le scelte possono condizionare gli investimenti?

    Le città devono essere salvate

    L'Architettura e l'Urbanistica devono dare risposte, ma soprattutto devono far partecipare e gestire il dibattito culturale, sociale ed economico delle società moderne.

    Devono farlo per evitare di vedere scempi dettati da magnati che investono oggi su un territorio devastandolo, per poi delocalizzare domani e abbandonare siti, creando vere cattedrali nel deserto.

    Le città devono essere salvate. Città contemporanee, fatte di idee smart e compatibili energeticamente, con flussi migratori interni ed esterni, diretti da idee e visioni sul futuro possibile.

    Proprio per discutere di questi temi, confrontarsi per stravolgere le idee o confermarle, è nato il Progetto Genova2050.

    Progetto di Genova 2050 - Ordine Architetti di GenovaNel 2017 ci siamo interrogati sulle trasformazioni di Genova dagli anni '80 ad oggi, attraverso la voce dei principali testimoni.

    Un video introduttivo sui temi principali (il Centro Storico di Genova, la Facoltà di Architettura, Palazzo Ducale, il centro storico, il Porto Antico, i Rolli) ha presentato contributi e interviste che hanno costituito lo spunto per la tavola rotonda con la presenza di amministratori, studiosi, architetti e altri soggetti che hanno discusso intorno ad una delle più importanti fasi di trasformazione della città.

    Quelle vicende, le scelte fatte o mancate, hanno portato alla Genova di oggi.
    Successivamente abbiamo cercato di mettere a fuoco i temi per la Genova del futuro, traguardando l'orizzonte del 2050.

    Contributi filmati pongono al centro dell’attenzione quei casi che costituiscono i temi irrisolti, spesso veri vuoti urbani, come il Silos Hennebique, i Forti, le aree ex Ilva, l'ex-mercato ortofrutticolo di corso Sardegna, la Caserma Gavoglio, e molti altri nodi che andremo illustrando e analizzando su questo portale.

    Una banca dati delle idee, fluida e mutevole

    E proprio su questi nodi si è concentrato il lavoro della Piattaforma, che vuole essere non solo un archivio, ma una fucina di idee e di visioni, a volte realizzabili, altre volte utopiche.

    Ma dall’Utopia delle idee, si traguarda il futuro.

    Il progetto è quello quindi della piattaforma informatica "aperta" per censire i nodi irrisolti della città e raccogliere, in una visione sinottica, le molte proposte in campo, figlie di progetti e studi decennali e recenti ragionamenti di prospettiva, con l’obiettivo di stimolare nuovi progetti e suggestioni per il futuro.

    Ogni progettista è chiamato a collaborare insieme a noi e ad inoltrare i propri studi, progetti realizzati o non realizzati, tesi di laurea, concorsi di idee e quanto altro si possa tramandare, al fine di donare alla città il parco delle idee messe a disposizione della comunità per condivisione e informazione.

    Una banca dati delle idee, fluida e mutevole.

    Tutti i contributi filmati dell'evento saranno visibili e disponibili sulla piattaforma dell'Ordine degli Architetti di Genova.

    Eventi, convegni, workshop e tavole rotonde

    Il progetto si completa e si compone di eventi, convegni, workshop e tavole rotonde con i principali soggetti della Genova contemporanea, provando ad individuare gli obiettivi futuri per infrastrutture, ricerca, cultura, università, industria, finanza, imprese, artigianato, informazione e naturalmente architettura e paesaggio.

    Gli Architetti genovesi non vogliono piangersi addosso, guardare solo alle negatività, ma essere propositivi.

    La Politica è chiamata a prendere atto di un lavoro complesso e stratificato nel tempo, a perseguire, con risposte di sintesi e con una maggior consapevolezza delle enormi potenzialità della nostra città, delle risorse civiche e professionali presenti, le trasformazioni che disegneranno la Genova del 2050.

    Scopri 

    Genova 2050

    Scopri il progetto e come preparare il materiale da inviare al portale.

    Il Progetto

    Nodi di Genova

    Vuoti urbani che costituiscono i temi irrisolti della città.

    Nodi