Centro Storico di Genova

Nucleo della città vecchia organizzato nel dedalo di caruggi (vicoli) di origine medievale che si sviluppa - da est ad ovest - dalla collina di Carignano alla stazione FS di Genova Piazza Principe.

Origine

La storia del nucleo storico del capoluogo ligure è legata totalmente alla storia cittadina, dagli albori della costruzione delle prime abitazioni dei Liguri sulla collina di Castello, al periodo romano, lungo gli anni della Repubblica marinara fino alle battaglie patriottiche e insurrezionaliste della Giovine Italia e della Carboneria di Giuseppe Mazzini.

L'abitudine di costruire sull'esistente (spesso riciclando materiali recuperati da costruzioni precedenti, anche provenienti da fuori Genova), le numerose modifiche e ampliamenti degli edifici e delle chiese preesistenti effettuate nei periodi di benessere economico e crescita della città, quando non le vere e proprie rivoluzioni urbanistiche causate dalla crescente necessità di migliorare la rete viaria cittadina, oltre alle distruzioni portate dai bombardamenti francesi nel XVII secolo, da quelli legati alla repressione da parte dei Savoia dei moti indipendentisti del 1849 e infine da quelli subiti per mano degli alleati nella seconda guerra mondiale, a cui sono seguite le relative ricostruzioni, hanno dato vita ad una situazione edilizia molto eterogenea, con vie e piazza dove, nell'arco di poche decine di metri, possono trovarsi costruzioni separate tra di loro da secoli di storia.

La maggior parte degli edifici antichi che compongono il centro storico risalgono al XII e XIII secolo, anche se sovente hanno subito modifiche successive.

Centro storico di Genova

Primi insediamenti romani con importante ampliamento seicentesco e modificazioni fino alla prima metà del 900.

L'area

Nell'area erano presenti diversi torrenti e ruscelli, che nei secoli sono stati ricoperti e/o incanalati nel sistema fognario cittadino per ottenere nuove superfici edificabili.

Alcuni termini della toponomastica cittadina fanno riferimento a questi corsi d'acqua, ad esempio nella via al Ponte Reale (che collega piazza Banchi a piazza Caricamento), dove il termine "Reale" non si riferirebbe al significato di regalità, ma sarebbe una deformazione di rià (rio, ovvero ruscello, in genovese), dal riale di Soziglia (ovvero rivo di Soziglia) che scorreva in zona.

Altro esempio sarebbe piazza Acquaverde (di fronte alla stazione ferroviaria di Piazza Principe), il cui nome deriverebbe dalla presenza di uno stagno ricco di alghe, da cui il colore verdastro, alimentato dal torrente Sant'Ugo (una leggenda vuole che sia stato proprio il santo a far sgorgare l'acqua che alimentava lo stagno).

Il centro storico è tradizionalmente suddiviso in sei zone dette sestieri:

  • Prè;
  • Portoria;
  • Molo;
  • Maddalena;
  • San Vincenzo;
  • San Teodoro.

In pratica si è sempre mantenuta la traccia storica degli antichi rioni di quella che fu la capitale della Repubblica di Genova.

Tale suddivisione esula da quella che vede organizzato il territorio comunale in oltre una decina di circoscrizioni (o municipi): i sei sestieri sono attualmente compresi nel territorio dei Municipi I Centro Est e II Centro Ovest (per il solo sestiere di San Teodoro).

Analisi SWOT

  • 1. Sito storico;
  • 2. Architettura e contesto storico con pregevoli edifici;
  • 3. Localizzazione a ridosso del porto, oggetto di recente trasformazione urbanistica con il Porto Antico e l’Acquario di Renzo Piano;
  • 4. Prossimità con la stazione marittima e ferroviaria di Genova Principe e Brignole, le “porte di Genova”;
  • 5. È attraversato dalla metropolitana;
  • 6. È ricco di locali e ristoranti tipici.
  • 1. Scarsa viabilità;
  • 2. Difficile recupero;
  • 3. Poca sicurezza;
  • 4. Estesa sporcizia.
  • 1. Sito riconosciuto dall'Unesco da valorizzare;
  • 2. Grandi possibilità per il turismo;
  • 3. Edifici storici come Palazzo Ducale, contenitore d’Arte attualmente sottoutilizzato.
  • 1. Demolizione;
  • 2. Squilibri sociali;
  • 3. Eccessivi costi di ristrutturazione.

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