Ex Caserma Gavoglio

Via del Lagaccio - Municipio 

Storia della Caserma Gavoglio

La caserma intitolata al genovese Carlo Gavoglio, caduto in Russia a 26 anni nel dicembre del 1942, 
si estende su una superficie di 33.000 metri quadrati, con una superficie coperta di 19.000 mq, occupata ancora oggi, in due capannoni, dalla marina militare e dalla croce rossa italiana.

Il complesso demaniale è passato in carico al comune di Genova nel 2017 a seguito del decreto attuativo n. 85 del 2010, noto come "federalismo demaniale culturale".


Fu Andrea Doria nel XVI secolo ad occuparsi per primo di quella zona, con la realizzazione del lago (da cui il nome Lagaccio) a monte della caserma, necessario per alimentare la fontana della sua villa e mettere in sicurezza la forte presenza nella zona di copiosi ruscellamenti d’acqua.

Nell’area si cominciarono a realizzare, già nel XVII secolo, i primi edifici per la produzione di polvere da cannone,  ma è nel XIX secolo che la Caserma Gavoglio assume la struttura odierna con alti contrafforti e padiglioni ispirati dalla rivoluzione industriale, dove si producono cannoni, polveri, spolette e inneschi: una fabbrica vera e propria che durante la Grande Guerra raggiunge l’impiego di oltre tremila persone.

Dopo la seconda guerra mondiale, la Caserma Gavoglio prende il nome di “O.R.M.E.”, Officine di Riparazioni Meccaniche dell’Esercito.

La decadenza comincia negli anni ’70, quando le riparazioni vengono dismesse. Tra gli edifici rimasti, il proiettilificio, imponente edificio vincolato dalla soprintendenza, è considerato il più pregevole testimone di archeologia industrial-militare attorno al quale ripensare il destino dell’intera area.

Primi insediamenti XVII secolo con modifiche fino agli anni '70 del ‘900

Ex Caserma Gavoglio Genova

Analisi SWOT

  • 1. Sito storico.
  • 2. Architettura e contesto storico con pregevoli edifici di archeologia industriale.
  • 3. Localizzazione a ridosso del Porto, del centro storico e dell’Università di Balbi.
  • 4. Prossimità con la stazione marittima e ferroviaria di Genova Principe.
  • 1. Ampia superficie.
  • 2. Opportunità di sviluppo sociale per l’espansione urbana degli anni ‘60.
  • 3. Sviluppo del turismo.
  • 1. Viabilità debole.
  • 2. Necessità di recupero.
  • 3. Necessità di messa in sicurezza idrogeologica.
  • 4. Ampia superficie da gestire.
  • 1. Conseguenze della demolizione.
  • 2. Squilibri idrogeologici.
  • 3. Costi eccessivi.

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