I forti di Genova

I forti di Genova rappresentano uno straordinario esempio di sistema difensivo “alla moderna” per quanto riguarda il panorama nazionale e persino internazionale.

Il complesso comprende un rilevante numero di fortificazioni, 15 in tutto, e diversi sistemi difensivi (torri, batterie, mura…) ed è diviso in due rami principali.

Il primo ramo si snoda lungo la dorsale nord-sud, che va da Forte Diamante a Forte Belvedere.

Il secondo è tra le colline immediatamente sopra l’area del medio Levante, che da forte Quezzi scendono fino a Forte San Giuliano.

La realizzazione di questo imponente complesso si snoda fra la prima metà del XVII e la metà del XIX secolo, inizialmente come supporto alla difesa delle mura seicentesche, per poi stabilizzarsi in età napoleonica e sabauda come sistema a sé.

Entrambi i due rami sono ben collegati, al loro interno, attraverso reti sentieristiche consolidate che aumentano il valore paesaggistico.

Il ramo che si sviluppa in direzione nord-sud è quello maggiormente rinforzato dai collegamenti con la città, per il fatto di svilupparsi all’interno o in vicinanza delle mura cittadine del seicento; la settima cerchia di mura di Genova.

Qui sono presenti strade carrabili, la funicolare Zecca-Righi e la ferrovia Genova-Casella, che ne rendono più facile la fruizione.

Epoca: Fra la prima metà del XVII
e la metà del XIX secolo

Area Forti Genova

L'area ospita attualmente:

  • Associazioni cittadine attive in campo sociale
  • Caserma dei Carabinieri;
  • Attrezzature sportive.

L’area è stata in parte interessata dal passaggio di proprietà dall’Agenzia dal Demanio all’Amministrazione Comunale con un accordo siglato l’8 ottobre 2015, al fine di avviarne una futura valorizzazione.

Analisi SWOT

  • 1. Valore Paesaggistico. L’area con la sua ampiezza e prominenza dal punto di vista orografico, gode di un forte valore paesaggistico, caratterizzato oltre che per le sue peculiarità interne, anche per i punti panoramici dai quali si può cogliere con interezza Genova e il suo territorio.

  • 2. Valore storico. Il gruppo dei forti genovesi è andato delineandosi nei secoli a seguito di un’evoluzione composita. Sebbene siano stati oggetto di innumerevoli cambiamenti, di ogni elemento si può ancora individuare il determinato periodo storico e la precisa area geografica da difendere.

  • 3. Connessioni. Il ramo centrale del sistema dei forti di Genova gode già di ottime connessioni. Prima fra tutte la rete di sentieri ormai consolidata che mette in relazione i diversi forti fra loro e con le adiacenti valli (Bisagno e Polcevera). Seguono poi commessioni carrabili che permettono di raggiungere facilmente alcune aree, come il forte Begato e forte Sperone. Infine sono da ricordare sistemi alternativi come la funicolare Zecca-Righi per i collegamenti con il centro storico e la Ferrovia Genova-Casella per i collegamenti con le località interne.

  • 4. Adiacenza al centro cittadino. La maggiore caratteristica di pregio di cui gode Genova è proprio quella di avere la possibilità di passare dalla massima densità di costruito del centro storico ad un ambiente in cui si è circondati dalla natura, senza soluzione di continuità.

  • 5. Interesse turistico. Il patrimonio storico e naturale del parco dei forti e delle mura può rappresentare un interesse turistico e dunque economico se rimesso in valore e aperto al pubblico.

  • 1. Difficoltà di cantierizzazione. Nell’ottica di voler ridar vita al sistema dei forti di Genova ci si scontra inevitabilmente con problemi logistici ed economici di messa in sicurezza e restauro di parte delle strutture, soprattutto per quelle difficilmente accessibili.

  • 2. Degrado ed abbandono. L’incuria a cui ormai da numerosi decenni sono soggetti i forti rende assai dispendioso qualsiasi intervento si voglia affrontare al loro interno.

  • 3. Conoscenza. Questo è forse il più importante motore per attuare un processo di rivitalizzazione di questa porzione di città, cercando di suscitarne l’interesse sia della cittadinanza sia del circuito turistico sempre più attivo a Genova.

  • 4. Destinazione d’uso. Il mancato utilizzo nel mondo contemporaneo dei forti nel loro compito originario rende necessaria la riconversione di queste opere. Cambiare però la funzione di un edificio la cui forma primaria si rifà ad un uso specifico porta a confrontarsi con esso per trovare un nuovo equilibrio.

  • 5. Accessibilità. Molte delle fortificazioni genovesi si trovano in siti difficilmente accessibili, raggiungibili solo attraverso percorsi pedonali. Non esiste una navetta/bus di collegamento tra i forti principali e l’arrivo della funicolare Zecca-Righi o le fermate del treno Genova/Casella. Molte città europee hanno realizzato dei sistemi di risalita per accedere ai forti dal centro città (Barcellona, Dubrovnik…).

  • 1. Processo di valorizzazione. La previsione di valorizzare forte Begato può essere un modo di riaccendere un diverso modo di godere queste strutture, non più come sfondo paesaggistico di una rete sentieristica, ma come un vero e proprio pezzo di città.

  • 2. Finanziamento tramite fondi europei. Il progetto di recupero dei forti genovesi può essere finanziato tramite fondi strutturali genovesi e attraverso i programmi di cooperazione intercomunitari.

  • 1. Crolli e infiltrazioni. Sebbene le strutture siano possenti, la mancanza di manutenzione può portare inevitabilmente a infiltrazioni di acqua, o a crolli di porzioni che ne aumenterebbero inevitabilmente le difficoltà per un qualsiasi intervento.

  • 2. Proprietà dei beni. Non tutti i forti sono stati ceduti al Comune di Genova, il sistema di levante è ancora di proprietà del Demanio.

Scopri 

Genova 2050

Scopri il progetto e come preparare il materiale da inviare al portale.

Nodi di Genova

Vuoti urbani che costituiscono i temi irrisolti della città.