Sestri Ponente a Genova

Collocato tra i quartieri di Cornigliano e Pegli, comprende "Sestri" propriamente intesa, "San Giovanni Battista", "Calcinara" e "Borzoli Ovest", su un'area di 17 km²

La conformazione territoriale collinare del paesaggio di Genova Sestri Ponente, con ampie pendenze e pochi spazi pianeggianti, ha influenzato lo sviluppo urbano e infrastrutturale, maggiormente concentrato sulle coste e lungo le sponde dei torrenti, dove il terreno è meno acclive.

Con l’inizio del XX secolo, le nuove fabbriche si insediarono sulla costa, alterandola profondamente.

Le spiagge di Sestri Ponente sono scomparse lasciando il posto al Porto Petroli, importante porto petrolifero a livello europeo situato davanti al quartiere di Multedo, e all’aeroporto Cristoforo Colombo.

Il materiale per la costruzione delle fondazioni dell’aeroporto è stato reperito tramite lo sbancamento della collina degli Erzelli, che è stata trasformata in una vasta piana per il deposito container ed oggi ospita il Parco Scientifico Tecnologico.

L’espansione urbanistica di Sestri Ponente si è anche sviluppata a partire dalle attività industriali, soprattutto industria siderurgica e navale.

Considerato per molti anni una delle più grandi forze produttive genovesi, questo quartiere dovette affrontare negli ultimi decenni del secolo scorso un forte declino produttivo, dovuto soprattutto alla crisi dell’industria siderurgica.

Negli ultimi anni è iniziata una vera e propria riconversione industriale. Nel 2007 nasce la Marina Genova Aeroporto con un progetto volto al recupero dell’area del bacino portuale esistente di Multedo/Sestri Ponente.

In seguito al "Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale" approvato nel 2007, Genova Sestri Ponente entrò a far parte del Municipio VI Medio Ponente, insieme al quartiere di Cornigliano.

Sestri Ponente Genova

Storia

La zona di Sestri Ponente è connotata dalla compresenza di diversi elementi in contrasto tra loro; da un lato esistono ancora residui del paesaggio agrario d’origine, caratterizzato da terrazze coltivate, ville e case coloniche, dall’altro l’industrializzazione, l’urbanizzazione e la proliferazione delle infrastrutture hanno innescato un processo di frammentazione e disgregazione del paesaggio che ha ormai perso quasi totalmente i suoi caratteri tradizionali.

Le grandi trasformazioni urbanistiche del secondo dopoguerra hanno portato all’annullamento di realtà paesaggistiche come le numerose ville con maestosi giardini che costellavano la costa in favore della proliferazione degli edifici popolari e delle infrastrutture (autostrada A10, linea ferroviaria Genova-Ventimiglia, aeroporto).

Il paesaggio di oggi è, quindi, un paesaggio in continua trasformazione nel quale le opere contemporanee si sovrappongono a quelle storiche, offuscando l’identità del luogo.

Sestri Ponente nasce come piccolo centro agricolo, marinaro e turistico. A seguito dello sviluppo della cantieristica navale tra la fine dell’Ottocento e la Prima Guerra Mondiale, periodo in cui costituiva ancora un comune autonomo, si trasforma in una cittadina industriale.

Fin dall’Ottocento, Sestri Ponente e il vicino quartiere di Cornigliano erano note località di villeggiatura della nobiltà genovese, che fece costruire diverse ville lungo la costa.

Esempi sono la villa Negrone e la villa Vivaldi-Pasqua poi Raggio, che si estendevano lungo i versanti collinari terrazzati sovrastanti la spiaggia coltivati a vigneti, frutteti, oliveti e ortaggi, secondo le modalità dell’agricoltura storica del Genovesato costituita da un sistema intensivo promiscuo.

Ormai “inghiottite” dallo sviluppo urbanistico del secondo dopoguerra, oggi le aree di proprietà circostanti le ville sono state drasticamente ridotte e risultano essere solamente il residuo del paesaggio agrario che caratterizzava quest’area.

Fino al 1926 i comuni dell’area in analisi erano tutti separati l’uno dall’altro; con l’avvento del fascismo fu promossa una politica di raggruppamento di tali comuni attraverso un nuovo Piano Regolatore che nacque anche con l’intento di far fronte all’esigenza di regolare il nuovo sviluppo urbano genovese.

Il 1926 è, quindi, l’anno che segna la fine dell’autonomia del comune di Sestri Ponente, che viene fatto confluire, insieme ad altri diciotto, nella “Grande Genova”.

Nonostante ciò la delegazione conserva tutt’ora un forte sentimento di identità locale, che la porta spesso a riferirsi a Genova come ad una città esterna, sentimento molto radicato anche negli altri comuni del genovesato che all’epoca furono annessi a Genova.

Villa Negrone è stata costruita come residenza nobiliare probabilmente intorno al 1700, in una posizione particolare e strategica, che potesse, cioè, offrire un ampio panorama sul mare e allo stesso tempo consentire l’attività agricola nell’immediato intorno, attraverso un sistema di terrazzamenti.

La villa sorge su un terrazzamento di dimensioni notevoli; il suo muro di contenimento segna una netta linea di demarcazione tra la parte inferiore, in passato coltivata a vigneti e ortaggi e oggi utilizzata ad orti urbani, e la zona costituita dal piazzale del portico e del giardino, attualmente trasformato ad orto.

La villa e il suo giardino formale rappresentano l’elemento centrale della proprietà Negrone. All’interno della proprietà scorrono due torrenti, il Rio “Negrone” (a sud) e il Rio “Senza nome” (a nord); questi due torrenti costituiscono una preziosa risorsa idrica, che probabilmente ha contribuito all’individuazione e alla scelta di tale sito per la costruzione della villa e per lo sviluppo dei coltivi circostanti.

Zona di fine '800

La proprietà Negrone

La proprietà Negrone è situata sul versante occidentale del crinale che separa il quartiere di Cornigliano da quello di Sestri Ponente, si estende tra la collina degli Erzelli e l’area retrostante l’aeroporto Cristoforo Colombo e la “Marina Genova Aeroporto”.

La proprietà attuale misura un’estensione di 60.000 mq., ed è delimitata a nord da Via Calda e dalla salita Campasso di S. Nicola, a est dalla spianata degli Erzelli, a sud dal rio “Negrone”, a ovest dagli edifici industriali lungo via Siffredi.

L’ambito paesaggistico della proprietà Negrone è attraversato dal Rio Negrone, sui versanti del quale è presente una fitta lecceta, e dal Rio Senza Nome, lungo il quale si trovano, attualmente ricoperti da una fitta vegetazione, ampi bacini di raccolta dell’acqua utilizzati per l’irrigazione.

Le due aree boscate sono di notevole importanza per la difesa del suolo dai rischi idrogeologici. La proprietà Negrone si estendeva lungo il versante collinare ovest della collina degli Erzelli, precisamente in località Calcinara, il quale era coltivato a vigneti, frutteti e oliveti.

Con lo sviluppo urbano l’agricoltura è stata in gran parte abbandonata.

Sestri Ponente Genova Villa Negrone Moro

Analisi SWOT

  • 1. Forte eredità storico-culturale caratterizzata dalla presenza di un sistema di palazzi e ville storiche con annessi parchi e giardini che sorsero numerose tra il Settecento e l’Ottocento come luoghi di villeggiatura della nobiltà genovese;

  • 2. Punto strategico per la viabilità. Vicinanza al centro di Genova e al resto della riviera di Ponente e facilità di raggiungimento di questi grazie alla presenza di numerose infrastrutture viarie (ferrovia, autostrada A10 Genova-Ventimiglia, strada statale 1 Via Aurelia).

  • 1. Inquinamento della zona costiera;

  • 2. Assenza di una pianificazione territoriale multidisciplinare in grado di interpretare le complesse caratteristiche fisiche, ambientali e storico-culturali dei luoghi e di gestirne al meglio le potenzialità.

  • 3. Inadeguata pianificazione urbana che ha portato a profonde modificazioni dell’assetto territoriale ormai pressoché irreversibili.

  • 1. Concentrazione delle industrie sulla costa e conseguente trasformazione morfologica. Le spiagge di Sestri Ponente scomparvero intorno agli anni ’50 lasciando il posto al porto Petroli, alla stazione ferroviaria, e all’aeroporto Cristoforo Colombo. Negli anni successivi, conseguentemente a questa nuova situazione di insediamento dell’industria e delle infrastrutture lungo il tratto costiero, l’urbanizzazione residenziale di Sestri Ponente si estese notevolmente verso monte, prendendo il posto di aree rurali e boschive;

  • 2. I parchi e i giardini di molte ville storiche sono andati completamente perduti con l'espansione edilizia degli anni Sessanta, mentre gli edifici delle ville riversano in uno stato di abbandono. Alcune ville sono state restaurate e destinate a usi diversi (ad es. scuole, centri culturali), ma la maggior parte versano in uno stato di degrado e decadenza.

  • 1. Oggi il parco della Villa Rossi Martini, ricco di varie specie esotiche ed autoctone e con un estensione di circa 4 ettari, rappresenta l’unico polmone verde del quartiere di Sestri Ponente. Il sistema delle ville e parchi risalenti al XVI e XVII secolo andrebbe recuperato attraverso interventi di restauro e adeguata gestione e manutenzione. Poche sono, ad oggi, le ville restaurate e visitabili;

  • 2. Recupero delle aree dismesse dall'industria per attività sociali, culturali e ricreative. Via Sestri rappresenta il principale polo economico e sociale del quartiere; la maggior parte delle attività commerciali (negozi, locali) si sono insediate qui e negli immediati dintorni. Il restante quartiere costituisce prevalentemente un’area metropolitana e periferica a carattere industriale. Sarebbe, invece, molto importante creare nuovi poli attrattivi, soprattutto dal punto di vista socio-culturale, affinché la “vita” di Sestri Ponente sia stimolata a svilupparsi in tutta la sua estensione.

Si ringrazia l'Architetto Giulia Grasso per il suo importante contributo alla realizzazione di questa pagina sul nodo di Sestri Ponente a Genova.

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