Via della Madre di Dio

44°24'11.4" Nord
8°55'58.5" Est
Genova Centro, zona Portoria

Storia e note su Via Madre di Dio

La strada Via della Madre di Dio è stata probabilmente iniziata già nel 1400 lungo il corso del rio Torbido, ma solo nel 1500 inizia a popolarsi di case ed attività artigianali e commerciali, legate al porto e all’antica tradizione mercantile genovese.

Il quartiere di Via Madre di Dio sorgeva tra il Sestriere del Molo e quello di Portoria ed era una delle zone più antiche del centro storico di Genova.

Il borgo, infossato tra il colle di Sarzano e quello di Carignano, era collegato a via Fieschi, a Campo Pisano e via del Colle da passi e scalinate, e mantenne nel corso dei secoli la sua caratteristica edilizia popolare.

Via Madre di Dio aveva case alte che davano su viuzze strette su cui si affacciavano numerose botteghe artigiane, con i sapori e gli odori che caratterizzavano la zona.

Era certamente una zona povera e in parte degradata, ma era anche abitata da coloro che lavoravano in porto ed era un importante collegamento tra il quartiere di Piazza Dante e il porto con Via della Marina.

In uno di questi vicoli dello stretto quartiere nacque Niccolò Paganini, ma l’edificio venne comunque distrutto, nonostante la storia del grande compositore e la sua rilevanza musicale per la città di Genova.

I Giardini Baltimora oggi sovrastano Via delle Casacce e sono la confluenza di Via Madre di Dio. Sono accessibili da Via D’annunzio e da Piazza Dante e rappresentano un spazio verde moderno inconsueto per la nostra città.

Sono nate diverse associazioni per difendere i giardini, soprattutto per evitare che venga danneggiato lo spazio pubblico, il verde e i lavatoi storici. Alcuni punti del parco restano comunque oggetto di degrado e abbandono.

Dopo i primi danneggiamenti durante i bombardamenti del 1684, i vecchi edifici sono stati distrutti con la seconda guerra mondiale, e infine sostituiti negli anni ‘70 da moderni centri direzionali.

Via Madre Di Dio Genova

Qualche nota storica

Gli antichi caseggiati popolari di Via Madre di Dio avevano iniziato a subire danneggiamenti durante i bombardamenti francesi nel 1684. Sono stati definitivamente distrutti con la seconda guerra mondiale, mentre negli anni ‘70 vennero costruiti moderni centri direzionali, che ospitano ancora oggi uffici privati e pubblici. A 25 metri sotto il livello stradale venne poi costruita ed ultimata nel 1984 una galleria che collega piazza Piccapietra al nuovo quartiere di Via Madre di Dio ed alla sopraelevata.

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Dalla Rotatoria di Mura della Marina, si deve procedere verso nord ovest in direzione del pilone del Ponte di Carignano, che da piazza Sarzano sale verso la Basilica di Carignano.
Attualmente, via Madre di Dio si trova nel tratto alla base del pilone del ponte, corre parallela a Via delle Casaccie e si sviluppa per una lunghezza di circa 180 metri lungo i Giardini Baltimora.

Analisi SWOT

Via Madre di Dio ed il Vico di Campo Pisano confluiscono direttamente nei giardini Baltimora. Alla base del pilone, nonostante oggi ci siano alcuni bidoni della spazzatura, qualche parcheggio e il transito dei veicoli che da via dal parcheggio deve accedere a Via delle Casaccie, rimane in ogni caso un angolo tranquillo e lontano dalle abitazioni.

La ricostruzione del quartiere ha disgregato notevolmente il consolidato tessuto sociale che aveva il borgo di allora. Le vecchie case popolari sono state sostituite da fredde architetture moderne e l’operazione urbanistica di fatto ha portato a creare dei vuoti urbani “importanti”.

La strada ha perso il suo ruolo importante di collegamento tra la zona portuale e il centro della città e piazza Dante. È possibile accedervi da vico di Campo Pisano per raggiungere i Giardini Baltimora, ma quel tratto rimane sconosciuto ai più e trafficato da tossicodipendenti e ubriachi, oltre che clochard e senza fissa dimora.

Da via della Marina e Mura della Marina il tratto risulta pedonale fino alla Biblioteca Franzoniana delle Missioni urbane, che appartiente alla Congregazione degli Operai Evangelici Franzoniani, che però segue degli orari di apertura limitati.

Ad oggi la zona che necessita maggiormente di attenzione è lo spazio sottostante il pilone del ponte di Carignano, che è desolato e poco illuminato.

Rendere il breve tratto davanti alla chiesa completamente pedonale.
Collegare con un buon marciapiede via della Marina a Via madre di Dio per ricostruire formalmente il collegamento che c’era un tempo, potenziando il passaggio pedonale al centro città. In questo modo si collegherebbe anche l’attuale centro sportivo della Marina e il passaggio allo Yachting Genova.

La biblioteca attuale, che andrebbe spostata altrove o comunque inglobata in un qualcos’altro, non garantisce la rinascita del vuoto urbano.

Una soluzione alternativa potrebbe essere quella di collocare all’interno dell’edificio uno spazio comune polifunzionale, magari anche collegato con la facoltà di Architettura o dell’Università in genere, oppure una scuola o una casa dello studente, la sede di un teatro per giovani talenti, oppure una struttura turistico-ricettiva (come un ristorante take-away, o un ostello per la gioventù, che manca in Genova centro).

L’unico modo per valorizzare davvero un angolo di città è dargli una destinazione che avvicini i giovani e consenta di far rivivere lo spazio desolato e dimenticato.

Il passaggio per chi vuole accedere velocemente al centro della città non deve assolutamente essere trascurato, ma bensì deve rimanere ed essere potenziato, messo in sicurezza dalla strada da un buon marciapiede.

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