Zona Foce e Piazzale Kennedy

Sul mare a levante del porto, estendendosi nella piana del Bisagno
tra le pendici occidentali della collina di Albaro e la riva sinistra del torrente

Cenni storici

La zona della Foce a Genova trae l’etimologia del nome dal termine geografico dello sbocco a mare del Torrente Bisagno, o dalla memoria del punto di approdo in epoca medioevale dei mercanti Focesi originari della città di Focea vicino al golfo di Smirne.

Fino alla sua copertura, il Torrente Bisagno segnava il confine a levante della città di Genova e, nel XV secolo nella piana sulla sponda sinistra, fu edificato un lazzaretto per l’isolamento e il ricovero dei malati contagiosi e dei passeggeri delle navi in quarantena prima di giungere in porto. Illustre ospite del lazzaretto fu anche il filosofo francese Jean-Jacques Rousseau.

Alla metà dell’Ottocento la demolizione dell’edificio permise la realizzazione di cantieri navali circondati da case di pescatori e contadini; a fine secolo vengono demolite in parte le “fronti basse” ovvero le mura difensive della città e gli argini del torrente.

La vocazione espositiva fieristica di Genova inizia con l’esposizione Italo-Americana del 1892, realizzata in occasione dei quattrocento anni dalla scoperta dell’America sulla spianata della sponda destra e si consolida nel 1914 con Esposizione Internazionale di Marina ed Igiene, progettata dall’arch. Gino Coppedè.

Per l’occasione furono create due strutture di collegamento: una funivia dalla spianata del Bisagno fino alle mura delle Cappuccine e una monorotaia “Telfer” dalla Piazza d’Armi fino al Molo Giano, con funzione di trasportare i visitatori nella zona portuale.

La copertura del Bisagno approvata nel 1919 fu inaugurata il 28 ottobre 1930 per completarsi nel 1936 con la saldatura tra le due sponde, aprendo il collegamento viario tra la stazione ferroviaria di Brignole e il mare.

Con questa trasformazione vengono eliminati gli esistenti cantieri navali per dare spazio al Villaggio Balneare inaugurato il 26 maggio del 1934, posto nell’attuale Piazza Rossetti e progettato con la collaborazione dell’arch. Robaldo Morozzo della Rocca.

Nel precedente decennio prendeva forma il Porticciolo Duca degli Abruzzi, quale luogo per praticare la nautica da diporto e gli sport del mare posto sotto le mura della collina di Carignano in continuità con la zona balneare dei bagni Cava e Strega.

Per dotare la città di Genova di un polo fieristico nel 1958 l’Ente Autonomo della Fiera del Mare commissionò all’arch. Luigi Carlo Daneri uno studio progettuale per realizzarlo sul riempimento a ponente della foce del Bisagno.

Venivano previsti tre padiglioni espositivi, un palasport, un centro congressi e la darsena per l’ormeggio delle imbarcazioni.

Purtroppo dal completamento della costruzione della Fiera di Genova, avvenuta nella seconda metà degli anni ’60, non vi è stata più una pianificazione urbanistica della linea di costa che tenesse conto delle preesistenze e quindi si sono permesse costruzioni di vario genere contenenti attività industriali, artigianali e del terziario che costituiscono una barriera, anche per la presenza dei varchi portuali presidiati, per la fruizione della linea di costa.

Tra le zone di intervento per le proposte di Genova 2050 si individua la riqualificazione del frontemare da Corso Italia fino al Porto Antico con le connessioni viarie della strada sopraelevata e della viabilità cittadina oltre che la fruibilità della zona a mare dai retrostanti quartieri residenziali della Foce, di Carignano e della collina di Castello.

Analisi SWOT

L’area dei possibili interventi è una delle più significative della città di Genova, in quanto posta lungo la linea di costa e fra due zone di pregio architettonico e turistico come la passeggiata di Corso Italia e la zona del Porto Antico rappresentando l’ingresso al centro città provenendo da levante.

La presenza di edifici di valore storico quali le mura cinquecentesche e il basamento del faro di levante; architettonico, come il complesso residenziale di Piazza Rossetti (arch. Luigi Carlo Daneri), il ristorante San Pietro (arch.Mario Labò), le case dei pescatori (arch. Luigi Vietti), gli edifici della Fiera quali Palasport e padiglione C per la struttura delle coperture in tensostrutture ed a membrana e le sedi nautiche storiche nel Porticciolo Duca degli Abruzzi (arch. Giuseppe Crosa di Vergagni, arch. Luigi Carlo Daneri) Il complesso scultoreo della statua del Navigatore (scultore Antonio Maria Morera) che costituisce un Landmark per l’affaccio al mare a conclusione della prospettiva dei viali.

Il monumento ai caduti delle Brigate Partigiane riposizionato nelle aiuole nel 1984 che ricorda Genova insignita della medaglia d’oro nella Resistenza.

Accessibilità veicolare tramite i viali Brigate Bisagno e Partigiane (progetto arch. Marcello Piacentini) e ferroviaria Stazione Brignole.

La Foce è anche stata il quartiere dove hanno vissuto alcuni dei maggiori cantautori genovesi, Fabrizio De Andrè risiedeva in Via Trieste e nel periodo della sua adolescenza incontrava gli amici Bindi, Lauzi, Mannerini, Paoli e Tenco che abitavano nelle vicinanze sulla panchina di Via Cecchi davanti alla latteria Igea.

Molti dei personaggi e dei luoghi citati nelle loro canzoni appartengono al mondo delle prostitute, contrabbandieri e dei frequentatori di questa zona di accesso al porto.

La Fiera del Mare, anche se ha sicuramente bisogno di interventi di ammodernamento, rimane una dei complessi fieristici più interessanti a livello nazionale per la possibilità di avere un’area espositiva sul mare e nel centro della città.

Questo grande spazio permetterebbe la coesistenza anche di altre attività in modo da renderlo una zona vissuta più integrata con la città di Genova.

La spiaggia naturale che si forma alla sinistra della foce del torrente, purtroppo lasciata nel degrado, potrebbe essere integrata nella passeggiata a mare in continuità con Corso Italia.

La zona che è ancora oggetto di lavori di sistemazione idraulica relativa alla copertura del torrente, ma rimane comunque una zona a rischio alluvionale.

Le ipotesi di scavare le zone che sono state riempite per la creazione di canali navigabili potrebbero creare problemi alla stabilità delle storiche mura, alle fondazioni della strada sopraelevata e alla tombinatura dei torrenti che scendono dalla collina di Carignano.

Il nodo della Foce è stato elaborato e redatto dagli Architetti Roberta Ruggia Barabino e Massimo Enzo Maria Sotteri.

La commistione di attività fieristiche, diportistiche, balneari, turistiche, sportive e residenziali con insediamenti di tipo cantieristico industriali in una situazione che si è creata stratificandosi nel tempo fa sì che molte parti di questa zona non siano conosciute dai cittadini.

E’ stato bandito dal Comune di Genova a fine 2016 un concorso di progettazione redatto però sulla base del progetto Blueprint di Renzo Piano e quindi con determinati vincoli in termini di cubature, destinazioni d’uso che non hanno perciò permesso ai partecipanti di poter progettare liberamente e proporre le opportune soluzioni alternative.

Di fatto conclusosi senza vincitori questo rischia di impedire che sull’area sia bandito un vero concorso di idee.

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